L’incontro indimenticabile con Liliana Segre

Oggi è stata una mattinata speciale per molti studenti genovesi, compresi gli alunni di alcune quinte del nostro istituto, segnata da un incontro con una persona straordinaria, Liliana Segre (Senatrice a vita, sopravvissuta alla Shoah dopo la reclusione ad Auschwitz), che sicuramente è rimasta nei loro cuori e la cui testimonianza rimarrà indelebile nella loro memoria, perché, come questa donna meravigliosa ha detto: “Solo con la memoria si vince l’indifferenza”.

Liliana Segre a Genova: "Sono stata clandestina e richiedente asilo"“Ho smesso di essere bambina a otto anni, quando a cena mio papà e i miei nonni mi dissero che ero stata espulsa dalla scuola”. Inizia così il racconto di Liliana Segre,  davanti al pubblico di studenti al Teatro Carlo Felice di Genova e a Palazzo Ducale (trasmesso in streaming nelle Sale del Maggior e del Minor Consiglio).

Liliana Segre a Genova: "Sono stata clandestina e richiedente asilo"

L’iniziativa, intitolata “Il prodotto del pregiudizio, dell’odio e dell’indifferenza“, è stata promossa in ricorrenza dell’ottantesimo anniversario dell’emanazione delle leggi razziali (1938-2018).

A introdurre la testimonianza della Senatrice Liliana Segre, dopo un momento musicale offerto dal nostro teatro Carlo Felice e dal suo Sovrintendente Roi, si sono alternati il presidente ILSREC “R.Ricci” Giacomo Ronzitti (“Non bisogna girarsi dall’altra parte, soprattutto in Europa dove emergono pulsioni xenofobe e naziste, si erigono muri di odio invece che costruire ponti. A Genova soprattutto si deve coltivare la memoria vaccino prezioso contro l’indifferenza”), il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti (“Resto muto davanti a una cosa gigantesca, io che di solito sono un chiacchierone. Penso alle leggi razziali del ‘38 e dieci anni dopo la Costituzione. In soli dieci anni un cambiamento così forte! Ogni giorno ci si deve interrogare perché ognuno si faccia gli anticorpi perché certe cose non accadano più. Anche in un momento difficile come questo per Genova, non si deve dimenticare”) e l’assessore al Bilancio e al Patrimonio del Comune di Genova Pietro Piciocchi (“Nell’ultimo libro della senatrice emerge il valore dell’amicizia e della famiglia”)  in sostituzione del sindaco Marco Bucci (oggi a Roma).

Liliana Segre a Genova: "Sono stata clandestina e richiedente asilo"

Inizia quindi l’intervento della Senatrice a vita, che rompe l’emozione della platea con un sorriso e con una riflessione: “Ho paura che si cancelli la storia“. Come non condividere il suo timore?

“Il primo pensiero va a un disegno che mi è stato donato, fatto dai bimbi delle elementari di questa città ferita: hanno disegnato il ponte spezzato trattenuto insieme da un cuore. Hanno sottolineato che cosa ci può essere di bello in una cosa orribile, un insegnamento di cui dovrebbero prender nota gli adulti”.

Liliana Segre a Genova: "Sono stata clandestina e richiedente asilo"

La Senatrice ha sottolineato poi il valore del racconto di quegli anni. “Siamo rimasti in pochi a poterli raccontare. Oggi sono nonna di tre nipoti. Dopo 45 anni di silenzio ho cercato di guarire il male della mia famiglia e ne ho avuto aiuto dalla nascita del mio primo nipote Edoardo, che oggi ha trent’anni. L’amore è stata la medicina contro l’odio.  Sono stata anche una nonna diseducativa, di quelle che viziano e scusano sempre, molto dolce. Oggi voglio che mi vediate come una nonna che racconta storie, non sempre belle ma a volte cattive”.

Liliana Segre a Genova: "Sono stata clandestina e richiedente asilo"

Una ferita che non si può rimarginare facilmente. “La mia non è una favola, è una storia vera. Voi siete tra gli ultimi che sentiranno questa storia da voci dirette. Togliere la storia dall’esame di maturità è un primo passo per dimenticare”.

Segre consiglia 1984 di Orwell, capolavoro letterario quantomai attuale. “Leggete 1984 di Orwell, anticipazione del Grande Fratello. La paura grande che la memoria con la nostra morte possa diventare una riga in un libro di storia. Cose dimenticate e poi negate, e poi cancellate quando affonda un barcone, il mare si chiude e muoiono persone senza nome”.

Liliana Segre a Genova: "Sono stata clandestina e richiedente asilo"

“Quando sono entrata per la prima volta in Senato ho guardato gli altri, senatori a vita e non, e ho pensato che, a differenza loro, io lo sapevo quello che si provava, perché lo avevo vissuto sulla mia pelle: io sono stata una richiedente asilo rimandata indietro. Sono stata clandestina, manodopera minorile e schiava. Sono passata da ragazzina attraverso queste esperienze”.

Il racconto della Senatrice sulle atroci esperienze subite è lungo, toccante, avvincente, coinvolgente. Prende ragazzi e adulti presenti e commuove, indigna, fa tremare, fa saltare su dalle poltroncine in applausi forti, irrefrenabili, che sono un abbraccio e una promessa di “MAI PIU’!”.

“Ai ragazzi dico di non odiare – continua Liliana Segre – e di smettere di utilizzare il linguaggio dell’odio a tutti i livelli, e poi di avere la coscienza della propria forza e scegliere senza delegare”.

Sulla possibilità di derive che riportano al passato, la Senatrice a vita afferma: “Sarebbe troppo facile dire che ci sono delle derive, ma io sono ottimista e voglio sperare che gli orrori del passato non si debbano ripetere mai più“. Lo speriamo tutti, Liliana: MAI PIU’! 

QUI un breve video sull’incontro.

(foto Bussalino, contributi da Repubblica, Primocanale, Il Secolo XIX)

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